I punti chiave da tenere a mente
- Il cuore delle riprese di Toscana si trova a Pelago, nell’area collinare a est di Firenze.
- Le location principali sono il Castello di Ristonchi, Villa Grassina, il parco del castello e l’oliveta.
- La forza visiva del film sta nella Toscana rurale: colline, pietra, ulivi e strade secondarie fanno metà del lavoro.
- Se vuoi trasformare la visita in un viaggio vero, conviene scegliere una sola area e dormirci almeno una notte in agriturismo.
- La primavera e l’inizio dell’autunno danno il miglior equilibrio tra luce, colori e comodità di spostamento.

Dove è stato girato il film Toscana
Secondo Toscana Film Commission, le riprese principali si sono svolte nel 2020 al Castello di Ristonchi e a Villa Grassina, nei pressi di Pelago, in provincia di Firenze. Io partirei proprio da qui, perché è il punto che chiarisce meglio il senso del film: non una Toscana generica, ma una Toscana collinare, intima, agricola, fatta di scorci che sembrano cuciti addosso alla storia.
Il Castello di Ristonchi è la location più riconoscibile: architettura storica, contesto verde, sensazione di isolamento controllato. Villa Grassina completa il quadro con un tono più residenziale e ordinato, mentre il parco del castello e l’oliveta aggiungono quelle superfici aperte che il cinema usa per far respirare le scene. In pratica, il film non vive solo degli interni o di un singolo borgo, ma di un piccolo sistema di luoghi vicini tra loro.
Per orientarti meglio, io distinguerei così gli spazi del film:
| Luogo | Area | Ruolo nel film |
|---|---|---|
| Castello di Ristonchi | Pelago, colline fiorentine | Location principale e elemento visivo più forte |
| Villa Grassina | Nei dintorni di Pelago | Scenario complementare, con atmosfera più signorile |
| Parco del castello | Area verde del complesso | Riprese esterne e passaggi di raccordo |
| Oliveta | Intorno al castello | Paesaggio rurale che dà identità alle scene |
Questo è anche il motivo per cui, quando si parla del film, ha poco senso inseguire una sola “foto perfetta”. La vera risposta sta nel contesto: campagna, storia, quiete e una distanza minima tra il set e il paesaggio reale. Ed è proprio qui che la Toscana inizia a diventare più interessante di un semplice fondale cinematografico.
Perché la campagna toscana funziona così bene al cinema
Io trovo che la campagna toscana funzioni perché non deve fingere di essere altro. Ha una scenografia naturale fortissima, cioè un paesaggio reale che già contiene ritmo, profondità e memoria visiva. Il cinema, in questi casi, non inventa: seleziona. E la Toscana seleziona bene da sola.
Ci sono almeno quattro ragioni pratiche che spiegano questo effetto:
- La luce cambia molto tra mattina e tardo pomeriggio, e rende il paesaggio più cinematografico senza bisogno di artifici pesanti.
- Le linee morbide delle colline guidano l’occhio meglio di un panorama piatto, quindi la macchina da presa trova subito una composizione forte.
- Ulivi, vigneti, strade bianche e case in pietra creano contrasti semplici ma leggibili anche per chi non conosce il territorio.
- La presenza di agriturismi e strutture rurali mantiene vivo il legame tra paesaggio e ospitalità, invece di trasformare il luogo in una cartolina vuota.
Qui, per me, c’è il punto più importante: la Toscana rurale non è solo bella, è narrativamente credibile. Un film come Toscana sfrutta proprio questa credibilità, perché ogni elemento visivo sembra appartenere davvero alla storia e non a un set costruito da zero. Da qui il passo verso gli altri film girati in regione è breve, perché il territorio ha già dimostrato di funzionare in registri molto diversi.
Altri film famosi girati tra Val d’Orcia, Siena e Chianti
Se il tuo interesse è più ampio del singolo titolo, la Toscana offre un catalogo enorme di location. Visit Tuscany propone anche itinerari cinematografici veri e propri, e io trovo utile ragionare per zone, non per singoli film: così capisci subito dove andare se vuoi un certo tipo di paesaggio o di atmosfera.
| Film | Zona toscana | Luogo chiave | Perché vale la visita |
|---|---|---|---|
| Toscana | Pelago e colline fiorentine | Castello di Ristonchi, Villa Grassina | È il volto più raccolto e rurale della regione |
| La vita è bella | Arezzo | Piazza Grande e Villa Masini | Unisce centro storico, memoria e identità cittadina |
| Il gladiatore | Val d’Orcia e Pienza | Campi e paesaggi della valle | È uno dei paesaggi più iconici del cinema mondiale |
| Il paziente inglese | Pienza e dintorni | Sant’Anna in Camprena | Perfetto se cerchi un contesto monastico e tranquillo |
| Quantum of Solace | Siena | Piazza del Campo | Mostra la forza scenica di una città storica molto viva |
| Much Ado About Nothing | Chianti | Villa Vignamaggio | Somma cinema, vino e ospitalità rurale in un solo luogo |
| Il racconto dei racconti | Reggello e Sorano | Castello di Sammezzano e Vie Cave | È la parte più insolita, quasi fiabesca, del cinema toscano |
Se guardi bene questa mappa mentale, noti una cosa semplice: la Toscana non offre un solo tipo di immagine, ma almeno tre. C’è la Toscana collinare e agricola, quella dei borghi d’arte e quella più teatrale, quasi monumentale. Per un viaggiatore, questo significa scegliere prima il tono del viaggio e poi il film da inseguire.
Come trasformare le location in un itinerario rurale
Qui entra in gioco la parte più utile per chi ama le destinazioni rurali. Io partirei da un viaggio breve, di due o tre giorni, invece di provare a “fare tutta la Toscana del cinema” in una sola volta. Le distanze sulla mappa sembrano contenute, ma tra strade provinciali, soste fotografiche e deviazioni per un pranzo in agriturismo il tempo scorre in fretta.
Una base logica è questa:
| Base | Cosa vedere | Dove ha senso dormire | Per chi è adatta |
|---|---|---|---|
| Pelago | Castello di Ristonchi, Villa Grassina, colline del Valdarno | Agriturismo o dimora rurale nei dintorni | Per chi vuole partire dal film Toscana e restare in un contesto tranquillo |
| Pienza e Val d’Orcia | Sant’Anna in Camprena, strade bianche, borghi della valle | Agriturismo tra Pienza, Castiglione d’Orcia e Montepulciano | Per chi cerca il paesaggio più iconico e fotografabile |
| Siena e Chianti | Piazza del Campo, Greve in Chianti, Villa Vignamaggio | Struttura rurale con accesso rapido alle strade principali | Per chi vuole alternare cinema, vino e città d’arte |
Il dettaglio che fa la differenza, secondo me, è la notte sul posto. Dormire in agriturismo non è solo una scelta di comfort: ti permette di vedere il paesaggio all’alba, cenare senza correre e costruire un ritmo molto più coerente con i luoghi che stai visitando. Se poi aggiungi una degustazione o una passeggiata tra gli ulivi, il viaggio smette di essere un semplice giro di location.
Come impostazione pratica, sceglierei questi tempi: arrivo nel pomeriggio, visita fotografica al tramonto, cena locale, mattina successiva con luce migliore e solo dopo spostamento verso la tappa successiva. Funziona meglio di un itinerario “a rincorsa”, soprattutto in aree come la Val d’Orcia o il Chianti, dove il paesaggio va vissuto con calma.
Gli errori che rovinano la visita ai set toscani
Quando si cercano luoghi di ripresa in Toscana, gli errori più comuni sono molto prevedibili. Il primo è pensare che ogni scena corrisponda a un punto facile da raggiungere e sempre aperto. In realtà, molte location sono proprietà private, oppure si visitano solo su prenotazione o in certi orari.
Il secondo errore è voler vedere troppi posti in una sola giornata. Io vedo spesso viaggiatori che mettono insieme Pelago, Pienza, Siena e Chianti come fossero quartieri della stessa città. Non lo sono: il risultato è guidare troppo, fotografare troppo poco e ricordare ancora meno.
- Non dare per scontato che il luogo del film sia visitabile liberamente.
- Non cercare per forza l’esatto punto della scena: spesso conta di più il contesto visivo.
- Non visitare le location a mezzogiorno in piena estate se vuoi foto e comfort migliori.
- Non separare il cinema dal territorio: il cibo, il vino e l’ospitalità sono parte dell’esperienza.
- Non sottovalutare le strade secondarie, perché in Toscana sono spesso il tratto più bello del tragitto.
La regola che uso io è semplice: se una location è forte, non ha bisogno di essere “consumata” in fretta. Meglio una visita lenta, due soste buone e una cena fatta bene che cinque tappe solo per spuntare nomi da una lista. Da qui nasce anche la scelta giusta della base notturna, che chiude il cerchio in modo naturale.
La base migliore per vedere questi set senza correre
Se l’obiettivo è vivere la Toscana del cinema come parte di un viaggio rurale, io sceglierei la base in base al tipo di immagine che vuoi portarti a casa. Pelago è la scelta più coerente se vuoi partire dal film Toscana e restare in un contesto raccolto, fatto di colline e silenzio. Pienza e Val d’Orcia sono l’opzione migliore se cerchi il paesaggio più riconoscibile e vuoi un impatto immediato. Chianti, invece, è l’area più equilibrata se desideri unire cinema, vino e agriturismo senza rinunciare alla comodità degli spostamenti.
Il criterio davvero decisivo non è solo “dove è stato girato”, ma dove conviene dormire per capire quel paesaggio. Una struttura rurale con parcheggio semplice, colazione presto e accesso rapido alle strade provinciali ti fa guadagnare tempo e ti lascia vivere le location con un ritmo più umano. È questo, alla fine, che rende la visita memorabile: non la caccia al frame perfetto, ma la sensazione di essere dentro un territorio che il cinema ha saputo raccontare senza addomesticarlo troppo.
Se parti da Pelago e poi allarghi il raggio verso Val d’Orcia, Siena o Chianti, ottieni un viaggio molto leggibile: colline, borghi, agriturismi e set cinematografici si tengono insieme senza forzature. Ed è proprio questa continuità tra schermo e paesaggio che rende la Toscana una delle regioni più interessanti da scoprire con occhi da cinefilo.