Le riprese si concentrano soprattutto a Pelago, tra castello medievale, villa storica e paesaggio rurale
- La location simbolo del film è il Castello di Ristonchi, a Pelago.
- Alcune scene sono state girate anche a Villa Grassina, sempre nell’area di Pelago.
- Il paesaggio non è solo sfondo: oliveti, boschi e colline fanno parte della storia.
- Le riprese principali risalgono al 2020 e hanno interessato le colline fiorentine.
- Per chi ama il turismo rurale, è una zona perfetta da abbinare a agriturismi, borghi e natura.
Le location principali del film e il ruolo di Pelago
La parte più utile da sapere è questa: il film non è stato girato in una Toscana generica, ma in un’area molto precisa del fiorentino. La location centrale è il Castello di Ristonchi, mentre Villa Grassina compare in alcune scene come secondo polo visivo e narrativo. Come ricorda La Nazione, le riprese si sono svolte nell’ottobre 2020 per circa quattro settimane, toccando anche il parco del castello e l’oliveta.
Io trovo che questa scelta funzioni perché il film ha bisogno di un ambiente che sembri autentico, vissuto, non rifinito per forza in chiave turistica. Pelago offre proprio questo: pietra, verde, strade di campagna, silenzio e una distanza minima da quel paesaggio agricolo che in Toscana pesa quasi quanto i personaggi. Se cerchi il punto esatto da cui partire, il nome da memorizzare è Castello di Ristonchi.
| Luogo | Ruolo nel film | Perché interessa anche al viaggiatore |
|---|---|---|
| Castello di Ristonchi | Tenuta ereditata dal protagonista e cuore visivo della storia | Unisce architettura medievale, bosco e oliveti in un contesto rurale molto credibile |
| Villa Grassina | Location di alcune scene secondarie | Rappresenta la dimensione più elegante e abitata della campagna toscana |
| Pelago e dintorni | Sfondo geografico e atmosferico costante | È la zona che dà al film il ritmo lento e il carattere agricolo |
Questo è importante anche per chi organizza un soggiorno: non si tratta solo di “vedere dove hanno girato”, ma di capire quale tipo di Toscana il film vuole raccontare. E da qui si passa bene alla domanda successiva: perché proprio questi luoghi rendono l’atmosfera così convincente?
Perché queste location funzionano così bene sullo schermo
Il film funziona perché il paesaggio non è decorazione. Il castello, la villa e le colline costruiscono un’idea precisa di Toscana rurale: una terra che parla di eredità, lavoro, cucina e identità. Secondo Toscana Film Commission, le riprese principali si sono concentrate proprio tra Castello di Ristonchi e Villa Grassina, e questa coerenza visiva si percepisce subito nella storia.
Dal punto di vista narrativo, la scelta è intelligente. Un protagonista che arriva da fuori ha bisogno di un luogo che gli opponga resistenza, ma senza essere ostile. Qui la resistenza è fatta di gesti semplici: strade secondarie, tenute agricole, case in pietra, odore di legna, olivi e cucina locale. È una scenografia naturale che lavora meglio di qualunque ricostruzione in studio.
Per chi ama il turismo rurale, questo conta molto: il film mostra una Toscana dove il paesaggio non è separato dalla vita quotidiana. Si mangia, si lavora, si cammina e si ospita nello stesso spazio. Ecco perché la pellicola parla bene a chi cerca agriturismi, piccoli borghi e soggiorni lenti: non vende una cartolina, ma un modo di stare nei luoghi.
Da questa lettura nasce anche l’idea più utile per un viaggio reale: non limitarsi a fare una foto al castello, ma costruire intorno al set una giornata intera tra campagna, cucina e piccole soste. Ed è proprio qui che l’itinerario diventa interessante.
Come trasformare il set in un itinerario rurale
Se dovessi organizzare io una visita, partirei da un principio molto semplice: non cercare di “consumare” la zona in fretta. Pelago e i dintorni danno il meglio quando li vivi con calma, magari in auto, con una sosta in un agriturismo e un pranzo che abbia senso rispetto al territorio. L’idea giusta non è il tour rapido, ma una giornata o un weekend in cui cinema e campagna si parlano davvero.
- Fermati a Pelago come base, non solo come tappa.
- Aggiungi una passeggiata nei dintorni del castello o tra le colline, senza pretendere un percorso “da film” rigido: qui il valore sta nell’atmosfera.
- Inserisci una degustazione di olio, formaggi o vino locale, perché è il modo più naturale per leggere il territorio del film.
- Se vuoi un’estensione naturale, guarda all’area di Vallombrosa e ai borghi della valle: il contesto boschivo completa bene il lato più agricolo.
- Scegli una cena semplice, con cucina toscana tradizionale, invece di inseguire format troppo costruiti.
Io trovo che questa sia la differenza tra una visita “da fan” e una visita davvero utile: la prima si ferma al set, la seconda capisce il paesaggio. E se il tuo obiettivo è un’esperienza rurale, il paesaggio vale quasi più della location in sé.
Quando andare e come muoversi senza complicare il viaggio
Per questa zona l’auto resta la scelta più sensata. Le colline fiorentine sono perfette per chi vuole fermarsi, ma non per chi vuole spostarsi con il cronometro in mano. Le strade secondarie, i brevi tratti sterrati e la distribuzione dispersa delle strutture ricettive rendono l’auto molto più pratica del trasporto pubblico, soprattutto se vuoi fare più di una sola visita.
| Periodo | Perché conviene | Limite pratico |
|---|---|---|
| Primavera | Temperature miti, verde pieno e luce molto bella per i panorami | Nei weekend le strutture più piccole possono riempirsi in fretta |
| Estate | Giornate lunghe e ottime per un itinerario lento | Più caldo, più affluenza e tempi di visita da gestire con attenzione |
| Autunno | È la stagione più coerente con l’anima agricola del territorio | Meteo più variabile, quindi serve un piano flessibile |
| Inverno | Atmosfera tranquilla e meno affollamento | Giornate più corte e meno margine per visite diffuse |
Se l’obiettivo è vivere il paesaggio come nel film, io sceglierei primavera o autunno. In entrambi i casi hai la combinazione migliore tra luce, quiete e accesso alle esperienze rurali. E da qui il passo successivo è quasi obbligato: capire che tipo di soggiorno cercare per restare nel tono giusto.
Dove dormire per restare nel tono del film
Per un viaggio coerente con l’atmosfera di Toscana, io punterei su un agriturismo o su una struttura rurale nell’area di Pelago, Valdisieve o lungo la direttrice verso Vallombrosa. La differenza la fanno pochi dettagli molto concreti: posizione immersa nel verde, colazione con prodotti locali, possibilità di cenare in struttura o nei dintorni, parcheggio comodo e ambienti che non interrompano il ritmo del paesaggio.
Quando valuti dove dormire, guarda questi elementi:
- presenza di oliveto, vigneto o azienda agricola collegata alla struttura;
- cucina semplice basata su prodotti del territorio;
- spazi esterni veri, non solo una terrazza di passaggio;
- facilità di accesso in auto;
- vicinanza a borghi e sentieri, così il soggiorno non resta isolato.
Questo tipo di scelta vale più di una stanza scenografica ma scollegata dal luogo. Se cerchi la sensazione che il film prova a trasmettere, l’obiettivo non è dormire “vicino al castello” a tutti i costi, ma stare dentro una campagna che abbia una sua continuità: sveglia lenta, luce sui colli, colazione genuina, passeggiata breve, pranzo in trattoria o in agriturismo.
Una Toscana da film che funziona meglio quando la vivi piano
La forza di questo film sta in una cosa molto semplice: mostra una Toscana rurale credibile, fatta di pietra, olivi e relazioni concrete con il territorio. Non serve rincorrere troppi luoghi per capirla; basta concentrarsi su Pelago, sul Castello di Ristonchi e sulla campagna che li circonda. È lì che la storia prende forma e lì che il viaggio può diventare interessante anche fuori dallo schermo.
Se vuoi portarti a casa qualcosa di utile, la regola è una sola: non trattare questa zona come una semplice foto location. Vivila come una destinazione rurale vera, con una sosta lunga, un pasto ben scelto e magari una notte in agriturismo. È il modo più naturale per capire perché il film abbia scelto proprio questi luoghi e perché, in fondo, continuino a funzionare così bene anche per chi arriva solo con la curiosità di vedere “dove hanno girato”.